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    Ho sempre adorato questo racconto, e perciò, lo scrivo.

     Questa notte ho fatto un sogno,
    ho sognato che 
    camminavo sulla sabbia accompagnato dal Signore, e sullo schermo della notte erano proiettati tutti i giorni della mia vita.
    Ho guardato indietro e ho visto che ad ogni giorno della mia vita proiettato nel film apparivano orme sulla sabbia: 
    una mia e una del Signore.


    Così sono andato avanti,
    finchè‚ tutti i miei giorni si esaurirono.
    Allora mi fermai guardando indietro,
    notando che in certi posti c'era solo 
    un'orma...
    Questi posti coincidevano con i giorni più difficili della mia vita: i giorni di maggior angustia,
    di maggiore paura e di maggior dolore...


    Ho domandato allora:
    "Signore, Tu avevi detto che saresti stato con me in tutti i giorni della mia vita, ed io ho accettato di vivere con Te, ma perché‚ mi hai lasciato solo proprio nei momenti peggiori della mia vita?".


    Ed il Signore mi ha risposto:
    "Figlio mio, io ti amo e ti dissi che sarei stato con te
    durante tutta la camminata e che non ti avrei lasciato solo
    neppure per un attimo, ebbene non ti ho lasciato...
    I giorni in cui tu hai visto solo un'orma sulla sabbia,
    sono stati i giorni in cui io ti ho portato in braccio"
    .

     

    Questo vento, agita anche me.

    a b c d e f g h i l m n o p q r s t u v z.

    No, non sono impazzita. Cerco semplicemente di deviare i pensieri. Però, apatia completa. 

    Mare mare, qui non viene mai nessuno a trascinarmi via. Mare mare, qui non viene mai nessuno a farci compagnia.

    Vuoi cambiare? No, al massimo ti puoi adattare. Puoi perdere tempo in qualche libreria, a sbavare tra Gucci, Prada, Ferragamo, Vuitton. Pullman o treno. Al massimo, gelato. Apatia, totale.

    "Che tu abbia lei non è tutto il mio tormento, [...]
     ma che lei abbia te è quanto più m'accora, 
     una sconfitta in amore che mi brucia dentro.
     [...] Entrambi vi trovate ed io vi perdo tutti e due
     e, voi, per amor mio, m'infliggete questa croce."

    {Non so perché ho scelto questo pezzo, però credo sia proprio quello che penso della vita, io.}

    C'è una bella differenza tra essere bugiarda sempre, e non raccontare minuziosamente la verità qualche volta. Chiunque dovrebbe avere un piccolo spazio personale in cui muoversi come più gli pare, senza dover dare delle spiegazioni, senza doverne dare anche a sè stesso. Purtroppo dobbiamo darne fin dagli esordi, di spiegazioni, fin da quando il medico ci tira fuori dall'utero: tenuti per i piedi, a testa in giù, in quella cazzo di posizione, noi dobbiamo emettere un vagito. Magari non ne abbiamo nessuna voglia, e lui che fa? Ci sculaccia, perché dobbiamo dare una spiegazione: quella di essere vivi.
    Da lì in poi è tutta un'esegesi delle nostre azioni: <<Bambolina, dove pensi di andare con quel barattolo di Nutella in mano?>>
    <<Signorina, non ti avevo detto di lavarti i denti prima di andare a letto?>> <<Ragazzina, a che ora pensi di rientrare questa sera?>>
    Dopo arrivano i fidanzatini, che si arrogano il diritto di farti il terzo grado sui tuoi spostamenti giornalieri, e inizia la saga delle telefonate asfissianti.
    Quando credi di avercela fatta per un soffio, ti ritrovi con dei figli che cercano di smantellare la tua figura genitoriale, e si danno da fare per strumentalizzare il tuo passato a loro vantaggio: <<Anche tu ti facevi le canne: me lo hai raccontato!>> <<Che male c'è a rientrare alle sei? Una volta mi hai detto...>> <<Tu e papà mi avete avuto fuori dal matrimonio: perché io non potrei...>>
    In tutti i ruoli che interpretiamo non c'è un solo spiraglio di libertà da quelli che ci attorniano, e che irrimediabilmente finiscono per inghiottirci. Non c'è fine alle apparenze che ci fanno indossare, così ci assuefiamo, e fingiamo di sentircele bene addosso. Quando la finzione finisce noi siamo il loro prodotto, quello degli altri, e senza rendercene conto siamo persusasi di essere felici. Accontentarsi. Ecco cos'è. La felicità è qualcos'altro, non so con esattezza cosa.

                                                                                                                                                                              Io non chiedo permesso - Marilù S. Manzini

    {Tratto dalla pubblicità Barilla. xD}

    "Gli amici sono i fratelli che ti scegli.

    Mappe che sanno raccontare dove vai.

    Alcuni vanno, altri restano.

    Con loro in comune hai tutto, o quanto basta.

    Intorno a te formano un'altra famiglia.

    Ti condiscono la vita, coi loro gesti impari che l'amicizia ha un sapore speciale."

    ...Tu...

    L'anno prima, in chat: "Amore mio, come stai?"  "Benissimo, tesoro, tu? :D" "Benone, ci vediamo oggi? :P"  "Sìììì." "Vieni da me?" "Sì, alle 16.00 quando scende papy." "Ok. A dopo vita mia." "A dopo tesò."

     

    L'anno dopo, in chat: "Ciao, tutto bene?" "Sì, a te?" "Tutto bene. News?" "No, tu?" "Forse, boh, troppo poco importanti." "Ok." 

     

     

    Vuoto. Vuoto totale. E' mai possibile?!

     

     

    Cazzo, ci sto male. Non si vede? No?

     

    Eppure ci soffro un casino tremendo. Chiedevo te. Chiedo te

    Hai le orecchie tappate, troppo tappate per sentirmi. 
    Sono sempre io, sei sempre tu. Cos'è successo?




    I miss you. I need you.













    ...

    Cosa mi sta succedendo?...

    Non ci capisco più nulla. 
                              "No stress, relax. Take it easy."

                                                                                                                          Sembra facile.







    O sono pazza io, o siete pazzi voi.                                                                                                                                                                




    ...

    Aspettare.
    Aspettare che s'aspetti. O semplicemente, non aspettare.


    Non si può credere di cambiare. Non si può credere di essere davvero chi si è. Non è possibile che non si può credere.
    Non si può credere che è possibile.

    Il mondo gira storto, e tutti, giriamo insieme al mondo. 



    Buon viaggio ammora mia. T'adoro. <3

    Collage - Lei non sapeva far l'amore

    Era nata una sera
    da un gioco perdente
    tra una donna distratta
    e una stella cadente

    i suoi sensi di colpa
    le stavano appresso
    come un vecchio vestito
    che ti cade addosso

    era bella sul serio
    col viso truccato
    come un fiore di carta
    incerto è sbiadito

    la sua vita
    la vide passare di corsa
    gliela vissero gli altri
    lei fu una comparsa

    lei non sapeva far l'amore
    e non poteva farci niente
    non conosceva l'emozione
    di chi si vuole bene
    di chi sa dire sì

    lei non sapeva far l'amore
    e questo è un fatto marginale
    ma un corpo steso sopra il letto
    a volte ha pure un prezzo
    e un uomo lo pago'

    ed un poco per soldi
    ed un po' per paura
    lei decise di usare
    quell'altra natura

    mise in vendita un viso
    da bimba perversa
    e si prese il suo marchio
    di donna diversa


    lei non sapeva far l'amore
    e non poteva farci niente
    non conosceva l'emozione
    di chi si vuole bene
    di chi sa dire sì

    lei non sapeva far l'amore
    lei non sapeva far l'amore.

    Ma vaffanculo, mondo di merda.

    Sono maleducata.
    Sono gelosa, e rosico. Sono gelosa della gelosia.
    Sono gelosa di me stessa.
    Sono bugiarda, sono cattiva.
    Sono tutto quello che di negativo ora c'è sulla terra.
    Avete ragione, avete tutti ragione; tranne io.
     
    Sono attrice di una commedia, che va avanti da tempo. Il voler superare l'altro, il voler dire, il voler fare, il voler... NO, IL SAPER.
    Provo un odio profondo contro tutti.
    Contro me stessa, in primis.
    Cosa ho fatto di male? Solo perchè sono spontanea, solo perchè sono sincera, solo perchè quando grido, guardo negli occhi?
    Le scarpe vanno strette. E il mio voler SCOMMARE DI SANGUE tutti, sale.
     
    *SONO INVIDIOSAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA*
     
     
    FATTO STA, CHE DA OGGI, SI CAMBIA MUSICA.
     
    Ca se chiagne, e se fotte? Imparerò a farlo anch'io.
    Vince chi lo mette in culo a tutti, sì. C'hai ragione tu.
     
     
     

    ...

    Ebbene sì. Mi faccio un pò parecchio schifo.
    Non serve pensarlo, già c'è chi me lo fa pensare.
    Non è giusto. Non è mio. No.
     
     
    Ok, ci sta tutto. Ma questo no.
     
    Forse era ora di aggiornare il blog, forse non così.
     
     
    Blog aggiornato.

    Oggi, domenica; in Chiesa.

    Dal vangelo secondo Giovanni (15,9 - 17)
     
    In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: <<Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore.
    Vi ho detto queste cose perchè la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.
    Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni con gli altri come io ho amato voi.
    Nessuno ha amore più grande di questo: dare la sua vita per i proprio amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perchè il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perchè tutto ciò che ho udito dal Padre mio l'ho fatto conoscere a voi. Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perchè andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perchè tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni con gli altri>>.
     
    Parola del Signore.

     
     
    Un grande imprenditore, a capo di una catena di negozi per calzature, ha sulla sua scrivania una scatola di scarpe a cui tiene in un modo indescrivibile. Vuota.
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    Sua figlia, tempo prima, gli chiese una scatola di scarpe, il padre era voglioso di sapere quello che la figlia stesse costruendo, ma lei gli rispose: <<zitto, è una sorpresa per te.>> Il padre, quindi, faceva finta di non vedere, e continuava il suo lavoro nello studio.
    La bimba, chiama il padre e gli dice: <<eccola è pronta.>> Era stupenda, colorata, piena di dorato, e un gran fiocco. Il padre voleva vedere la sorpresa all'interno, e allora scarta frettolosamente, finchè la scatola si apre: era vuota.
    Interroga la figlia: <<tesoro, mi spieghi che cosa c'è? E' vuota.>> e lei, con voce delusa: <<ma come? Non si vedono i cento baci che ci ho messo dentro?>> Il padre allora, guardò dinuovo nella scatola, i cento baci adesso li vedeva.
     
    Chi ama, vede l'amore.

    ..

    ..Mon anniversaire.. 

     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
    Sto zitta, non parlo.
    Sono delusa. Però sto zitta, sì, sto zitta. Avevi ragione tu. Scusa se non t'ascolto; ti voglio bene.

    Giovedì pomeriggio.

    Corriamo per ammazzare il tempo.

    Corriamo per non essere ammazzati.

    Sto zitta per non urlare.

    Urlo, per stare zitta.

    E’ strano, è strano che i discorsi importanti, ci cambino la vita.

    E’ strano che delle pagine, non ci facciano uscire.

    E’ strano tutto, tutto.

    A volte mi chiedo, se la vita è strana o sono strana io, mi ritrovo a pensare che siamo a pari merito, in verità.

    Ci son rimasta male, è ovvio. Ma non lo dico, o forse lo dirò.

    Mi dispiace. Mi dispiace che forse i profumi più belli sono caratterizzati da capelli sporchi;

    mi dispiace che forse, i profumi più belli, sono caratterizzati solo da deodoranti.

     

    E mi ripeto di stare calma e zitta, e se vi ho messo a tacere è per me.

     

     

    *I discorsi ormai, non servono.*

     

                                                                                                                                                                           |Persa nella nutella|

    Domenica mattina.

    E a volte, basta fermarsi a guardare, per un semplice arrivo in anticipo, per capire qualcosa; povera.
    Guardare l'odio nei suoi occhi, e il disprezzo negli occhi altrui.
    Vedere come un bambino guarda e sta male, a differenza di qualcun altro, che addirittura risponde in malo modo. Qualcuno finalmente dona qualcosa, e poi la bambina di prima, avendo paura, dona 10cent. alla volta; perchè? perchè hai paura?
    Finalmente anche Gaetano dona qualcosa, lei sfila delle foto dalla borsa, figli e nipoti. Nipoti ballerini importanti, lei povera?!
     
     
     
     
     
     
     
    Perchè c'è questo? E allora, sì. Meglio un plettro caduto, che un altro sguardo.

    ...

    E mi ritorni in mente bella come sei, forse anche di più...

     


    E a volte salutare non basta, no. A volte non basta nemmeno esser salutati.

    Ormai forse, per me, non conta più nulla.

    Flirt, occhi dolci, frasine carine; senza capelli, quei pochi rimasti, bianchi. Capelli lunghi e belli, anello al dito.

    Lascia perdere la fantasia, lascia perdere il talento, lascia perdere la bravura, rimani te.

    E forse no, a volte salutare non basta.

     

    T'avevo dimenticata, eri uscita da tutto... perchè dinuovo qui?

    E pensare che due anni fa, o poco più, aspettavo questo momento come se fosse l'ultimo.
    E pensare che se t'avessi incontrato prima, non ne sarei uscita viva.
    E pensare che se t'avessi visto prima, ti sarei saltata addosso.
    E pensare che se tu m'avessi voluto ancora, saresti diventata tutto.
     
    *Perchè proprio ieri? Perchè a quell'ora? Perchè, tu?*
     
    Una cosa è certa, non mi hai dimenticata, e non hai dimenticato il mio nome.
    Un'altra cosa è certa, anche se non l'hai detto, i tuoi occhi hanno parlato per te, come sempre; ed adesso io lo so,, lo so che tu, dentro, mi vuoi ancora bene.
     
    E ancora un'altra cosa ancora so, che nonostante tutto... Ti voglio bene anch'io.
     
     
     
     
    |Eppure mi hai cambiato la vita, sembra ieri.|

    ..sì..

                                               E a volte, è meglio illudere che essere illusi.

    ...Buona Pasqua!

    Parlare di ricette, sì. Divertente.
    Ore 23.18, ricotta e formaggio.
    Tu, io. Io, tu. Noi, no.
    Parlare, silenzio. Uova e farina.
    Io e lei, lei e me. Noi, sì.
    Sonno, forse. Voglia di te, troppa.
    Ravioli, compilcati. Come ora è la mia testa.
    Paura di volere.
    Paura di voler bene. Semplice paura di provare.
     
    Roo. Roo. Roo. Roo. Roo. Roo. Roo. Roo. Roo. Roo.
     
    Aspettare in silenzio che tutto passi, aspettare che si aspetti... o forse, non aspettare.
    Stare male, senza fine...
     
    [Sì, senza fine. Tu sei un attimo senza fine.
    Lo so che forse è meglio, ma credeerci non voglio...
    Non c'ero preparato, ci vuole fiato a dirti: "Addio."]
     
       Coraggio, coraggio che non ho.
     
    {Ne pas m'oublier. Je ne t'oublie pas. Je le jure.}
    ..One day i'll fly away..
     
    *Gnocchi, morbidi ed asciutti, con semola di grano duro.
    Ore 23.25                                                                                                                                                                                                                 12/04/09

    Fausto Leali - Mi Manchi

    Mi manchi...
    quando il sole da' la mano all'orizzonte,
    quando il buio spegne il chiasso della gente
    la stanchezza addosso che non va più via
    come l'ombra di qualcosa ancora mia...

    Mi manchi...
    nei tuoi sguardi e in quel sorriso un po' incosciente
    nelle scuse di quei tuoi probabilmente
    ,
    sei quel nodo in gola che non scende giù
    e tu, e tu...

    Mi manchi...mi manchi...
    posso far finta di star bene, ma mi manchi
    ora capisco che vuol dire
    averti accanto prima di dormire
    mentre cammino a piedi nudi dentro l'anima

    Mi manchi
    e potrei cercarmi un'altra donna ma l'ingannerei
    sei il mio rimorso senza fine, il freddo delle mie mattine
    quando mi guardo intorno e sento che mi manchi
    ora che io posso darti un po' di più
    e tu, e tu...

    Mi manchi
    e potrei avere un'altra donna ma l'ingannerei,
    sei il mio rimorso senza fine,
    il freddo delle mie mattine
    quando mi guardo intorno e penso che mi manchi.

    ...

    Ho paura. Semplice paura di provare qualcosa che non è giusto provare.